Anoressia nervosa: tra salute, società e invalidità civile
L’anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare grave e complesso, che coinvolge sia la mente sia il corpo. Non è semplicemente una dieta estrema, ma una vera malattia caratterizzata da:
- restrizione dell’alimentazione
- paura intensa di ingrassare
- percezione distorta del proprio corpo
Secondo la World Health Organization, è una delle patologie psichiatriche più pericolose, a causa delle sue gravi conseguenze fisiche: malnutrizione, problemi cardiaci, squilibri ormonali e, nei casi più estremi, rischio di morte.
Diffusione: dove è maggiormente diffusa
L’anoressia colpisce soprattutto adolescenti e giovani adulti (15–25 anni) ed è in costante aumento.
A livello geografico (mondo)
È più diffusa:
- nei Paesi industrializzati e occidentali (Europa, Nord America)
- nelle società con forte attenzione all’immagine e al corpo
Negli ultimi anni, però, si sta diffondendo anche in Paesi non occidentali, segno di una globalizzazione dei modelli estetici.
In Italia
Non esiste una classifica ufficiale precisa per città, ma si osservano tendenze molto chiare:
Grandi città (maggiore concentrazione di casi)
I casi sono più frequentemente registrati in aree urbane come:
- Milano
- Roma
- Bologna
Qui l’anoressia è più diffusa perché ci sono:
- maggiore pressione sociale e competitività
- forte esposizione a modelli estetici
- maggiore utilizzo dei social
- più strutture sanitarie (quindi più diagnosi)
Diffusione nei centri medio-piccoli
Negli ultimi anni si registra un aumento anche in città più piccole, come Bergamo, e in tutte le regioni italiane.
Questo significa che oggi l’anoressia è una malattia diffusa ovunque, non più limitata alle grandi città.
Cause: perché nasce
L’anoressia nasce dall’interazione di diversi fattori:
Psicologici
- perfezionismo
- bassa autostima
- bisogno di controllo
- difficoltà emotive
Social media
Piattaforme come Instagram e TikTok influenzano molto perché:
- diffondono corpi “perfetti” e irrealistici
- aumentano il confronto
- creano insoddisfazione
Sociali e familiari
- pressione estetica (moda, sport, danza)
- ambienti competitivi
- commenti sul corpo
- dinamiche familiari complesse
Segnali precoci
Riconoscere l’anoressia è fondamentale. I segnali principali sono:
Alimentazione
- saltare i pasti
- mangiare pochissimo
- evitare molti cibi
Corpo
- paura costante di ingrassare
- controllo ossessivo del peso
Psicologici
- isolamento
- ansia e tristezza
- irritabilità
Fisici
- forte perdita di peso
- stanchezza
- capogiri
- assenza del ciclo mestruale
Diagnosi: ICD-11
Dal punto di vista medico, l’anoressia è classificata nell’ICD-11.
Il codice principale è:
- 6B80 → Anoressia nervosa
Questo sistema permette:
- diagnosi precise e condivise
- riconoscimento ufficiale della malattia
- utilizzo anche in ambito legale
Cura
La cura richiede un approccio completo:
Supporto medico
- controllo dello stato fisico
- ricovero nei casi gravi
Psicoterapia
- lavora su emozioni e autostima
- modifica il rapporto con il cibo
Riabilitazione nutrizionale
- recupero del peso
- normalizzazione dell’alimentazione
Intervenire presto è fondamentale.
Invalidità civile
Nei casi più gravi, l’anoressia può essere riconosciuta come invalidità civile tramite l’INPS.
La valutazione considera:
- gravità della malattia
- autonomia
- capacità lavorativa
Percentuali indicative
- 30% – 50% → forme lievi
- 50% – 80% → forme moderate
- 80% – 100% → forme gravi
Soglie
- ≥ 34% → benefici
- ≥ 74% → assegno mensile
- 100% → invalidità totale
Nei casi più gravi:
- possibile indennità di accompagnamento
Collegamento tra ICD-11 e invalidità
La diagnosi tramite ICD-11 è fondamentale perché:
- certifica la malattia
- rende possibile la valutazione legale
- permette accesso a diritti e supporti
Conclusione
L’anoressia nervosa è una malattia seria e sempre più diffusa:
- è più comune nei Paesi occidentali
- in Italia è più visibile nelle grandi città
- ma oggi è presente in tutto il territorio
Per questo è fondamentale:
- riconoscerla precocemente
- curarla con un approccio multidisciplinare
- garantire supporto anche attraverso l’invalidità civile
Solo unendo medicina, psicologia e istituzioni è possibile aiutare davvero chi ne soffre a guarire.
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