Molti pazienti, leggendo sui propri referti o certificati rilasciati da medici dell’ASL o di strutture convenzionate la dicitura “Il presente certificato non è valido ai fini medico-legali”, cadono nello sconforto. Si pensa erroneamente che tale documento sia carta straccia davanti a una commissione INPS o in un’aula di tribunale.

È un mito da sfatare. Vediamo perché questa frase viene inserita e perché, nonostante tutto, quel certificato ha un valore fondamentale per ottenere i tuoi diritti.

Perché viene inserita questa dicitura?

La dicitura non nasce per annullare il valore clinico del documento, ma per una questione di responsabilità burocratica e assicurativa del medico.

Il medico che effettua una visita specialistica (ad esempio un ginecologo, un oncologo o un cardiologo dell’ASL) ha il compito di diagnosticare e curare. Con quella frase, il medico dichiara di non voler assumere il ruolo di “medico legale” (colui che valuta il danno o la percentuale di invalidità), lasciando tale compito alle commissioni preposte.

Il valore probatorio in Giudizio: La “Prova Atipica”

In giurisprudenza, e in particolare nei ricorsi per invalidità civile (Accertamento Tecnico Preventivo – ATP), vige il principio del libero convincimento del giudice.

  1. Efficacia clinica: Il giudice (e il Consulente Tecnico d’Ufficio – CTU) guarda alla sostanza, non alla forma. Se un primario ASL certifica una patologia grave, quella certificazione attesta un fatto clinico oggettivo.

  2. Documento pubblico: Un certificato redatto da un medico di una struttura pubblica è un atto che proviene da un “pubblico ufficiale” nell’esercizio delle sue funzioni. La dicitura limitativa non può cancellare la fede pubblica della diagnosi.

  3. La giurisprudenza della Cassazione: La Suprema Corte ha più volte ribadito che anche i documenti che presentano clausole limitative possono essere acquisiti come “prove atipiche”. Esse concorrono, insieme ad altri elementi, a formare il convincimento del giudice sulla reale gravità della patologia.

Perché è importante produrlo comunque?

Nonostante la dicitura, questi certificati sono spesso più efficaci di quelli privati. Ecco perché:

  • Imparzialità: Un certificato ASL è percepito come più “neutro” rispetto a una relazione redatta da un medico privato a pagamento.

  • Continuità terapeutica: Se il certificato riporta l’esito di esami strumentali o piani terapeutici, documenta la cronicità della malattia, elemento essenziale per l’invalidità.

  • Base per la perizia di parte: Il tuo medico legale di fiducia utilizzerà proprio quei referti “non validi” per costruire la perizia di parte che invece avrà valore legale pieno.

Come utilizzare correttamente questi certificati

Per far sì che un certificato con dicitura limitativa abbia il massimo peso, segui questi consigli:

  • Non occultarlo mai: Presentalo sempre alla commissione INPS. La commissione valuta il dato clinico, non la clausola burocratica.

  • Accompagnalo da una relazione di sintesi: Chiedi al tuo specialista di fiducia o al medico legale di richiamare i dati contenuti in quel referto in una relazione che sia, invece, esplicitamente redatta per fini medico-legali.

  • Verifica la presenza di scale funzionali: Se nel certificato “non valido” sono indicati punteggi come l’Indice di Karnofsky o la Scala ECOG, il valore clinico supera di gran lunga qualsiasi dicitura limitativa.

Domande Frequenti (FAQ)

L’INPS può rifiutare un certificato con questa dicitura? L’INPS è obbligata a valutare tutto il quadro clinico. Non può ignorare una diagnosi certa solo per la presenza di quella clausola.

In un ricorso legale, il CTU ne terrà conto? Assolutamente sì. Il consulente nominato dal tribunale valuterà la coerenza clinica del documento rispetto al tuo stato di salute attuale.

Cosa fare se il medico si rifiuta di togliere la dicitura? Non è necessario forzare il medico. La dicitura è una prassi amministrativa delle ASL. L’importante è che la diagnosi e la descrizione della funzionalità siano dettagliate.

Conclusione

La dicitura “non valido ai fini medico-legali” è un limite per il medico che scrive, ma non è un limite per il tuo diritto. Se il documento contiene una diagnosi chiara e documenta la tua condizione, resta una prova potentissima per ottenere l’invalidità civile, la Legge 104 o l’accompagnamento.

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