Affrontare una visita davanti alla Commissione Medica dell’INPS è sempre un momento di forte tensione per il cittadino. La situazione si complica ulteriormente quando il quadro clinico non è caratterizzato da una sola malattia, ma da un insieme di infermità. Se nel caso delle patologie “coesistenti” l’INPS applica rigidamente il taglio matematico della Formula di Balthazard, esiste un secondo scenario, molto più delicato, che riguarda le patologie concorrenti.
Spesso, l’Istituto tende ad applicare il calcolo riduzionistico standard anche a queste ultime, abbattendo la percentuale finale e negando benefici economici fondamentali. Tuttavia, la giurisprudenza e la medicina legale di settore riconoscono un criterio differente e decisamente più equo: la Formula Salomonica. (Conosciuto anche come calcolo Salomonico)
In questa guida approfondita analizzeremo cosa sono le patologie concorrenti, come si differenziano dalle coesistenti e in che modo la formula salomonica protegge il diritto del malato a ottenere la giusta percentuale di invalidità civile.
Cosa si intende per patologie concorrenti?
Per comprendere l’importanza di questo calcolo, dobbiamo definire con precisione medica e giuridica cosa sia una concorrenza di menomazioni.
Mentre le patologie coesistenti colpiscono organi o apparati del tutto autonomi tra loro (ad esempio, la perdita dell’udito e un problema al ginocchio), le patologie concorrenti sono infermità che interessano lo stesso organo, lo stesso apparato o la medesima funzione organica, influenzandosi reciprocamente.
Esempi pratici di patologie concorrenti:
Apparato visivo: Una cataratta e una retinopatia diabetica nello stesso occhio.
Apparato cardiocircolatorio: L’associazione tra cardiopatia ischemica e ipertensione arteriosa grave.
Apparato osteoarticolare: Una grave artrosi dell’anca unita a una discopatia lombare che compromette la stessa funzione della deambulazione.
In tutti questi casi, il danno finale subito dal paziente non è una semplice somma e non può essere un mero decremento matematico: le due malattie cooperano in modo sinergico per distruggere la funzionalità di quell’apparato, provocando un effetto “scompaginante” sul corpo.
Il limite di Balthazard e la necessità del calcolo Salomonico
Se l’INPS applicasse la Formula di Balthazard (il calcolo riduzionistico) a due patologie concorrenti, commetterebbe un grave errore medico-legale. Ridurre la seconda patologia sulla capacità residua presuppone che i due organi siano indipendenti. Ma se l’apparato colpito è lo stesso, la sofferenza del paziente è esponenzialmente maggiore.
Per ovviare a questa ingiustizia, in sede giudiziaria e peritale si ricorre alla Formula Salomonica. Questa variante mitiga la severità del calcolo riduzionistico puro, applicando un correttivo matematico che valorizza l’effetto sinergico negativo delle menomazioni.
Come funziona matematicamente la Formula Salomonica?
Senza addentrarci in astrusi calcoli, la formula salomonica prevede che al valore della patologia principale venga aggiunto il valore della seconda patologia, ma l’abbattimento della capacità residua viene dimezzato (diviso per 200 anziché per 100).
Il risultato pratico? La percentuale finale derivante dal calcolo salomonico sarà sempre più alta e più favorevole al cittadino rispetto al calcolo riduzionistico di Balthazard, riflettendo la reale perdita di autonomia del soggetto.
Il ruolo cruciale del CTU in Tribunale
È bene essere realisti: nella stragrande maggioranza dei casi, la Commissione Medica INPS in prima istanza amministrativa (la classica visita medica) tende ad applicare algoritmi rigidi e riduzionistici, “spacchettando” le patologie concorrenti per farle apparire come semplici coesistenti. Questo permette di mantenere il punteggio al di sotto di soglie cruciali come il 74% o il 100%.
La Formula Salomonica è uno strumento prettamente giudiziario e medico-legale. Viene adoperata dai Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) nominati dal Giudice durante i ricorsi. Il CTU, a differenza della commissione burocratica, ha il dovere di valutare l’impatto globale delle infermità sulla vita quotidiana del ricorrente, applicando i correttivi scientifici necessari per superare i limiti delle tabelle ministeriali del 1992.
Come contestare un verbale INPS errato
Se hai ricevuto un verbale di invalidità civile in cui le tue patologie, pur colpendo lo stesso apparato, sono state ridotte drasticamente con il criterio delle coesistenti, hai il diritto di difenderti.
Lo strumento principale è il Ricorso per Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) ai sensi dell’art. 445-bis c.p.c., da depositare tramite un avvocato specializzato entro e non oltre 6 mesi (180 giorni) dalla notifica del verbale INPS. Durante questa procedura, supportati da una perizia medico-legale di parte, si richiederà al Tribunale la nomina di un medico legale (CTU) per ricalcolare correttamente il quadro pluripatologico concorrente.
FAQ – Domande Frequenti sulle Patologie Concorrenti
Qual è la differenza principale tra patologie coesistenti e concorrenti?
Le coesistenti colpiscono organi o sistemi diversi e non correlati (es. asma e artrosi della mano). Le concorrenti colpiscono lo stesso organo o apparato funzionale, amplificandosi a vicenda (es. due diverse patologie cardiache o visive).
L’INPS usa il Calcolo Salomonico durante le visite?
Raramente. Le linee guida interne dell’INPS spingono verso l’applicazione automatica del calcolo riduzionistico (Balthazard) per contenere le percentuali. La Formula Salomonica e i relativi correttivi d’equità sono quasi sempre applicati in Tribunale dal CTU in fase di ricorso.
Posso applicare la Formula Salomonica a più di due patologie?
Sì, i medici legali e i CTU possono applicare variazioni della formula o criteri di valutazione globale del danno anche per quadri complessi con tre o più infermità concorrenti, valutando l’effettivo “scompaginamento” della personalità lavorativa o biologica del soggetto.
Cosa succede se ho sia patologie coesistenti che concorrenti?
In presenza di un quadro misto, il medico legale procederà prima a unificare le patologie concorrenti (utilizzando formule correttive come quella salomonica) per ottenere un valore unico di quell’apparato. Successivamente, prenderà quel risultato e lo valuterà insieme alle altre patologie coesistenti tramite la formula di Balthazard.
Quanto tempo ho per fare ricorso se l’INPS ha sbagliato il calcolo?
Il termine perentorio è di 6 mesi (180 giorni) dalla data di ricezione del verbale INPS. Scaduto questo termine, il verbale diventa definitivo e l’unica opzione rimasta sarà presentare una domanda di aggravamento, qualora ne sussistano i presupposti medici.
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Nota Giuridica: La formula salomonica mitiga la severità del calcolo riduzionistico puro, valorizzando l'effetto sinergico negativo delle menomazioni concorrenti.
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